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Le domande di Viva Via Gaggio

Gaggio2L’associazione Viva Via Gaggio, da tempo attivamente impegnata nella difesa della brughiera, del Parco del Ticino, dell’ambiente e della qualità della vita di tutti noi, ha posto delle domande ai candidati alle elezioni regionali. Ecco le risposte di Camilla Colombo.

Il Parco del Ticino è il primo parco regionale d’Italia istituito nel 1974. Il sistema dei parchi lombardi rappresenta una parte notevole del territorio lombardo. Come pensate di proteggere e valorizzare questo immenso patrimonio?

Il Parco del Ticino, i parchi e le riserve lombardi devono essere difesi e messi in rete. Da più parti vengono messi in discussione, diverse amministrazioni cercano di limitarne i confini e i poteri, per eliminare vincoli urbanistici e regole. Per evitare un loro depotenziamento, serve rafforzare il legame con il territorio, con i cittadini e le cittadine che lo abitano, in modo che sempre più si comprenda che i parchi non sono un orpello burocratico o un costo per le amministrazioni, ma istituzioni che, nel tutelare la natura e valorizzare il paesaggio, possano arricchire le città, offrendo spazi per il tempo libero, momenti educativi alle scuole, occasioni per creare attività legate al turismo responsabile, alla produzione e vendita di prodotti locali.

E’ poi necessario attribuire alla Regione compiti specifici nel promuovere aggregazioni che diventino l’occasione per ampliare le aree protette, non certo per ridurle. Un buon esempio da seguire è quanto fatto per la revisione della Riserva della Biosfera Valle del Ticino del Programma MAB/Unesco, che ha ampliato la Riserva includendo i comuni appartenenti al Parco del Ticino piemontese e una ventina di comuni limitrofi. Il lavoro congiunto degli enti parco lombardo e piemontese dovrà procedere per costituire un Riserva transfrontaliera, fino alle origini del fiume Ticino.

Nel Parco del Ticino è presente l’aeroporto Milano Malpensa. In questi anni regione Lombardia ha sempre sostenuto le mire espansionistiche dell’aeroporto, anche a scapito della presenza del Parco. Come pensate di potere risolvere questo dualismo?

Il ritiro del vecchio Master Plan, quando era ormai evidente una bocciatura della VIA, è stata una vittoria dei tanti cittadini, comitati, associazioni, amministratori che si sono impegnati per la difesa del Parco. Lo stesso Parco del Ticino ha avuto un ruolo fondamentale. Allora Regione Lombardia espresse parere favorevole al Ministero dell’Ambiente, riconoscendo la giustezza delle critiche del territorio, ma nei fatti ignorandole.

La Regione deve invece fare proprie le criticità che il territorio e il Parco esprimono e agire con coerenza. L’attuale Master Plan è certo meno invasivo del precedente: la terza pista non è prevista, almeno fino al 2030 (benché venga messo un vincolo). L’aumento di voli sarà gestito migliorando le vie di rullaggio, proprio come dicevano le tante osservazioni presentate a suo tempo. SEA prevede di avere tra 28 e 32,5 milioni passeggeri annui al 2030, mentre le merci supereranno 1 milione di tonnellate. Cifre inferiori a quanto previsto dal vecchio Master Plan, che ipotizzava 50 milioni di passeggeri. Restano comunque tante criticità che SEA ha volutamente ignorato e che mettono in pericolo la brughiera. In primis la realizzazione di nuove strutture della Cargo City fuori dall’attuale sedime aeroportuale. A nulla sono valse le parole di buon senso che in tanti hanno espresso, a partire dal Parco del Ticino, perché le nuove costruzioni ritenute da SEA necessarie vengano costruite nelle aree già cementificate e rimaste abbandonate, come i capannoni vuoti proprio di fronte alla zona della Cargo City.

Regione Lombardia dovrà sostenere che eventuali nuove strutture al di fuori del sedime dovranno occupare suolo già edificato. Dovrà occuparsi con regolarità del monitoraggio della qualità dell’aria e dell’incidenza del rumore sulla popolazione, pretendendo almeno il rispetto delle normative. Dovrà, nell’esprimersi sulla VIA del Master Plan, tenere conto di come l’incremento dei voli inciderà sull’ulteriore inquinamento dell’aria e sull’esposizione al rumore, con l’obiettivo di difendere innanzitutto la qualità della vita, della salute, dell’ambiente. Dovrà incidere sulla qualità del lavoro presente a Malpensa, sempre più precarizzato, facendo la sua parte perché si avvii un contratto di sedime che impedisca il continuo ribasso dei salari e delle misure per la sicurezza.

Dovrà inoltre richiedere che gli impatti del nuovo Master Plan siano valutati congiuntamente a quelli prodotti dalle opere programmate per facilitare il raggiungimento dell’aeroporto, come il tracciato ferroviario che distruggerà gran parte delle aree verdi di Casorate Sempione.

Una volta eletti, saresti disposti ad appoggiare nelle sedi opportune (aula, commissione ambiente, commissione parchi) e impegnarvi perché venga accolta la proposta avanzata all’Unione Europea nel 2011 dal Parco del Ticino di istituire, ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli,  un nuovo Sito di Interesse comunitario SIC e una nuova Zona a Protezione Speciale ZPS denominata “Brughiera di Lonate e Malpensa”?

Sono assolutamente d’accordo con la proposta del Parco del Ticino di istituire un nuovo SIC e la ZPS, quale efficace strumento per la conservazione della biodiversità e per proteggere l’area. Regione Lombardia, più volte inutilmente sollecitata dal Parco fin dal 2011, dovrà sostenere il progetto, anziché tacere per evitare di contrapporsi ai progetti di SEA presenti e futuri. Sono convinta che Regione Lombardia debba infatti acquisire un ruolo forte e determinato per ricostruire un equilibrio tra la presenza dell’aeroporto, della brughiera e delle persone che vivono in questo territorio.

Camilla Colombo

Candidata al consiglio regionale per Liberi e Uguali

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