SINISTRA ITALIANA nasce perchè c’è alternativa. Il 17 febbraio parte il congresso fondativo. Reviewed by Sinistra Italiana Gallarate on . Una politica che serve a chi ne ha bisogno, una sinistra restituita al popolo, un partito come strumento di riscatto ed emancipazione. Questa è la nostra sfida. Una politica che serve a chi ne ha bisogno, una sinistra restituita al popolo, un partito come strumento di riscatto ed emancipazione. Questa è la nostra sfida. Rating: 0
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SINISTRA ITALIANA nasce perchè c’è alternativa. Il 17 febbraio parte il congresso fondativo.

sinistra-italiana--rosso-Una politica che serve a chi ne ha bisogno, una sinistra restituita al popolo, un partito come strumento di riscatto ed emancipazione. Questa è la nostra sfida.

C’è alternativa alla guerra, alla società ingiusta, allo sfruttamento del lavoro, alle crescenti diseguaglianze, al degrado della biosfera, all’oppressione di genere, al decadimento della democrazia e della libertà. C’è alternativa al neoliberismo e alle istituzioni, sovranazionali e nazionali, che ne condividono o ne subiscono passivamente la logica.

“Non c’è alternativa” è stato il cuore dell’ideologia neoliberista e del pensiero unico diventato linguaggio e senso comune. E’ un’idea – nutrita dell’Ultima Utopia, il Mercato che si autoregola – che rimuove la storia dell’umanità, figlia delle alternative, e ne oscura il futuro, invece aperto a infinite possibilità. E’ di cinquant’anni fa. Ma la promessa allora fatta dai poteri dominanti di un mondo nuovo, unificato e pacificato, è andata in fumo.

La crisi che stiamo vivendo non è solo economica, ma coinvolge profondamente la natura stessa della politica. La prima domanda che ci dobbiamo porre, nel costruire una nuova forza politica, è: a chi e a che cosa serve la politica? Negli ultimi trent’anni la politica è diventata ancella di un’economia che ha allargato la forbice delle diseguaglianze, destrutturato i diritti e impoverito milioni di persone. La sinistra socialdemocratica -in Italia come in Europa- messasi al vento della globalizzazione neoliberista, ha perso contatto con i propri corpi sociali di riferimento. Se “non c’è alternativa”, allora la politica si riduce a mera amministrazione, quando non a strumento feroce dei ricchi e dei potenti. Il neoliberismo è un sistema, ideologicamente armato, nel quale il denaro ha il primato sull’uomo e perde valore la democrazia rappresentativa e partecipativa. Noi abbiamo il dovere di opporci a questo sistema. Sapendo che –dopo la Brexit, dopo la vittoria di Trump, persino dopo il referendum costituzionale italiano- c’è il rischio che si apra, in assenza di una sinistra riconoscibile, un’alternativa regressiva.

“Sinistra e destra sono categorie superate”: la sentenza è continuamente ripetuta, ma è falsa. Serve a coprire il tentativo delle destre politiche, in atto su larga scala ad Oriente come ad Occidente, di rendersi beneficiarie dei disastri compiuti dalla destra economica.

Riattivando i virus sempre coltivati nel corpo del Moderno dai blocchi conservatori e reazionari: xenofobia, pregiudizi etnici e razziali, fondamentalismi religiosi, ipernazionalismi, superstizioni antiscientifiche, sessismo, omofobia, culto cieco del denaro, dei capi, dei demagoghi. Per noi restano fondanti i valori dell’antifascismo, della libertà e della giustizia sociale, valori fondanti da cui vogliamo ripartire per costruire un’offerta politica nuova.

Vogliamo riaffermare il senso e l’utilità dell’azione politica facendo prima di tutto una scelta netta, schierandoci dalla parte di chi non ha ricchezza né potere, di chi è oppresso e sfruttato, di chi vive del proprio lavoro, di chi vorrebbe farlo ma non può e di chi un lavoro neanche lo cerca più. Ma nella nostra società non c’è solo sofferenza e imbarbarimento: ci sono pratiche di organizzazione e resistenza, ci sono saperi diffusi ed esperienze condivise, c’è la generazione più istruita della storia del nostro paese.

Vogliamo che sia sempre tenuto presente il punto di vista degli ultimi, dei diseredati e delle vittime delle ingiustizie, perché è da come si trattano gli ultimi che si riconosce il grado di civiltà di una società. Vogliamo far emergere e valorizzare le potenzialità di innovazione e cambiamento del nostro paese, raccogliendo le forze di coloro che nella nostra società hanno interesse concreto alla trasformazione dello stato di cose presenti. È possibile trovare queste energie nelle associazioni, nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca, nei quartieri dove si pratica mutualismo e aggregazione, nei luoghi di lavoro, nelle eccellenze fuggite all’estero per necessità.

Ci impegniamo attraverso l’attività politica a creare le condizioni perché ciascuno possa realizzare i propri progetti di vita libero dal bisogno e da ogni forma di oppressione e di sfruttamento materiale e intellettuale.

Decisivo elemento di forza dell’alternativa è la capacità delle donne di diventare protagoniste del cambiamento. Lo si è visto in mille episodi di resistenza, nei giorni francesi del Nuit debout, nella strepitosa lotta delle donne polacche contro il divieto di aborto nelle combattenti di Rojava e nella rivoluzione culturale da loro intrapresa, nella grande mobilitazione femminista italiana del 27 Novembre, nell’assunzione di responsabilità delle donne nella campagna referendaria.

Pensiamo ad un soggetto politico utile, più utile agli altri che a se stesso, con programmi e valori radicali come radicali sono i problemi del nostro tempo. Rivendichiamo autonomia nell’azione politica, sociale e ideale per incidere sulla vita concreta delle persone, per un cambiamento della società, per una riforma intellettuale e morale.

Per questo serve un soggetto politico che agisca in discontinuità con la storia recente di chi ha tutelato più gli interessi dell’establishment piuttosto che le fasce popolari e del ceto medio che si impoverisce in termini materiali e di diritti. Un soggetto politico che radicandosi raccolga le istanze di giustizia sociale ed emancipazione collettiva, e rappresenti i bisogni di coloro che nella società non si arrendono all’egoismo e alla solitudine.

Un’alternativa politica è possibile; serve più giustizia sociale, redistribuire reddito e ricchezza, liberare il lavoro dallo sfruttamento e dalla precarietà, tutelare i beni comuni e l’ambiente, riaffermare i diritti sociali e civili come strumento di emancipazione individuale e collettiva. Per fare ciò ci impegneremo a costruire l’alternativa insieme a tutti quei soggetti, a partire dagli uomini e le donne che vorranno condividere questo percorso di riscatto, per ricostruire un rapporto nuovo tra politica e società.

La crisi del compromesso socialdemocratico ha reso evidente il carattere predatorio del capitalismo, quando non ha oppositori nello Stato e nella società. Nessun nuovo equilibrio sarà possibile senza il conflitto e senza un mutamento dei rapporti di forza. Fermare l’austerità e il neoliberismo, invertire la tendenza verso la privatizzazione e la precarizzazione e mettere in campo riforme strutturali e di sistema sono i presupposti necessari a una trasformazione radicale dell’economia e della società. Sinistra italiana nasce con l’ambizione di essere soggetto collettivo protagonista di questo processo di cambiamento.

La politica deve tornare ad essere strumento per l’affermazione del bene comune, redistribuire potere -oggi accentrato in mano a ristrette élites e lobbies finanziarie- dall’alto verso il basso. Mettere in campo l’alternativa all’attuale stato delle cose è possibile se liberiamo la politica da chi la tiene in ostaggio al solo fine di tutelare interessi particolari a discapito della collettività. Serve liberare la politica da ogni forma di corruttela, affarismo e impoverimento morale nel quale è decaduta per conquistare il consenso e la fiducia di milioni di persone che ormai non si recano più alle urne perché sfiduciate, tradite. È in questo vulnus che affondano le ragioni della crisi delle democrazie occidentali, di cui l’Europa (e l’Italia) ne sono la rappresentazione più efficace.

Una politica che serve a chi ne ha bisogno, una sinistra restituita al popolo, un partito come strumento di riscatto ed emancipazione. Questa è la nostra sfida.

Qui il documento completo per il congresso fondativo

Qui il sito di Sinistra Italiana

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