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Camicette bianche: oltre l’8 marzo

25“Non erano balle preziose di stoffa quelle che i passanti videro volare dall’Asch Building” (Camicette bianche – Ester Rizzo – Navarra editore)

L’origine della giornata della donna viene talvolta attribuita alla ricorrenza di un incendio scoppiato in una fabbrica a New York, una fabbrica di fatto mai esistita. Ma di incendi dove morirono donne sfruttate e rinchiuse ce ne sono stati diversi. Fatti tragici che hanno dato avvio a lotte per l’emancipazione e i diritti del genere femminile, lotte che la giornata internazionale della donna dell’8 marzo vuole celebrare e ricordare.

Tra questi tragici eventi, la morte di 129 donne nel rogo della Triangle Shirtwaist Company di New York, il 25 marzo 1911.

Più di 500 operaie entrarono quella mattina, alle 7 in punto, mettendosi davanti alla propria macchina da cucire, per produrre le shirtwaist, le camicie a vita stretta tanto di moda ai quei tempi per garantire a sé un pietoso stipendio e ai padroni della fabbrica milioni di dollari (già allora). Era sabato e ormai pronte ad uscire, dopo l’usuale controllo delle borsette, mica che portassero via un rocchetto di filo. I padroni che rubavano la loro dignità, la loro fatica e che quel giorno rubarono a molte di loro anche la vita, si preoccupavano che le operaie non portassero a casa del filo per cucire le toppe ai pantaloni dei figli.

Ad un tratto l’odore di fumo e le fiamme: diciotto minuti dopo 146 vittime, di cui 129 donne, molte emigranti italiane e russe.

Dalla strada assistettero ad una pioggia di corpi, di chi cercava di scappare dal fuoco buttandosi dall’ottavo piano.

Harris e Blanck, proprietari della fabbrica, furono accusati di omicidio colposo. Grazie ad abili avvocati e testimoni intimiditi o pagati, non fu possibile dimostrare con certezza che le porte erano chiuse a chiave: si disse che forse le operaie prese dal panico non riuscirono ad aprirle. E comunque, si disse ancora, anche se le porte si fossero aperte le vittime avrebbero incontrato il fuoco sulle scale. E infine non era colpa loro se i capisquadra chiudevano le porte a chiave, loro non sapevano.

Harris e Blanck furono assolti da una giuria composta da soli uomini, che arrivò al verdetto in solo 2 ore.

Dal processo emerse però come erano costrette a lavorare le operaie e la complicità degli ispettori del lavoro. Le ispezioni successive al rogo evidenziarono che il 99% delle fabbriche di New York non erano sicure. Il 14 ottobre 1911 venne istituita la Società americana degli ingegneri per la sicurezza e negli anni successivi vennero approvate leggi che obbligavano ad avere idonee entrate e uscite, estintori, sistemi di allarme.

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