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Malpensa mangia ancora la brughiera

mpx2E così SEA tira dritto con il nuovo Master Plan per Malpensa.

Solo il sindaco di Gallarate non trova nulla da eccepire, ritenendo che la città non sia così coinvolta negli impatti ambientali e acustici causati dall’aeroporto.

Forse dovrebbe andarsi a rileggere le analisi fatti da ARPA, su richiesta dell’allora amministrazione Guenzani, sul rumore sentito a Moriggia e Crenna, con numerose registrazioni superiori anche a 70 dB. E riguardarsi lo studio Hyena che ha messo in risalto come soprattutto il rumore derivante dal traffico veicolare e il traffico aereo notturno ha effetti significativi sul rischio di insorgenza di malattie.

Dopo un anno e mezzo di incontri con il territorio, che ha riconosciuto le diversità rispetto al precedente piano (ritirato da SEA quando ormai era evidente una bocciatura della VIA), chiedendo comunque interventi migliorativi a tutela dell’ambiente e della salute, il confronto viene chiuso. In modo unilaterale, senza accogliere nulla delle richieste e preoccupazioni che sindaci, Parco del Ticino, associazioni, cittadini e cittadine hanno posto.

Il nuovo Master Plan è certo altro dal vecchio. La terza pista non è prevista, almeno fino al 2030 (benché venga messo un vincolo). L’aumento di voli sarà gestito migliorando le vie di rullaggio, proprio come dicevano le tante osservazioni presentate a suo tempo.

SEA abbandona l’opzione di un ritorno di Malpensa al ruolo di hub, ipotizzando uno sviluppo come grande scalo intercontinentale point-to-point. Al 2030 prevede di avere tra 28 e 32,5 milioni passeggeri annui, mentre le merci supereranno 1 milione di tonnellate. Sempre nel 2030 si ipotizzano fra i 245mila e 279mila movimenti. Cifre decisamente inferiori a quanto previsto dal vecchio masterplan, che ipotizzava 50 milioni di passeggeri e 1.300.000 tonnellate di merci movimentate all’anno.

Per far fronte all’aumento dei volumi delle merci, le linee guida del Master Plan prevedono diversi interventi per il potenziamento dei servizi offerti dalla Cargo City e la realizzazione di nuove strutture all’interno dell’attuale sedime aeroportuale (un nuovo magazzino, parcheggi, officine, rifornimento carburante, lavaggio, area di ristoro…). Prevedono però anche un ulteriore sviluppo fuori dal sedime dell’aeroporto di circa 90 (60+30) ettari immediatamente a sud dell’attuale Cargo City (e precisa SEA “tanto gli interventi previsti sul sedime attuale, quanto quelli sulla sua estensione non pregiudicheranno l’eventuale collocazione della terza pista qualora ne fosse decisa la realizzazione oltre l’orizzonte di piano”).

A nulla sono valse le parole di buon senso che in tanti hanno speso, in primis il Parco del Ticino, perché le nuove costruzioni ritenute necessarie vengano costruite nelle aree già cementificate e rimaste abbandonate, come i capannoni vuoti proprio di fronte alla zona della Cargo City.

A breve quindi ripartirà la Procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), senza tenere conto dei suggerimenti e con la previsione di sacrificare di nuovo la brughiera (con conseguenti probabili nuove procedure di infrazioni da parte dell’Europa).

Per convincerci, SEA enfatizza il lavoro che si verrà a creare, chiedendo ancora una volta di sacrificare il diritto alla salute per il diritto al lavoro.

Come aveva già fatto con la costruzione di Malpensa 2000: allora lo studio della LIUC prevedeva 80mila nuovi posti di lavoro nel solo sedime aeroportuale (e il quadruplo nell’indotto). Sappiamo come è andata a finire. Oggi sono circa 18mila le persone che lavorano all’interno del sedime, contratti precari e occasionali compresi.

SEA, affidandosi nuovamente alla LIUC, prevede di raggiungere 21.944 occupati nel 2020 e 31.396 occupati nel 2030 on site (cioè nel sedime). Ovviamente non si parla del tipo di contratto, del tipo di lavoro, di quanto sarà pagato, della durata. Occupati per una settimana o occupati a tempo indeterminato? Si preferisce non precisare.

Di nuovo dunque ribadiremo, anche con lo strumento delle osservazioni, la nostra contrarietà al Master Plan. Come anni fa, quando la lotta in difesa di salute e brughiera vinse, lo faremo a fianco delle tante associazioni e persone che non si danno per vinte nel pretendere che diritto alla salute, a vivere in un ambiente sano e il diritto al lavoro non possono tra loro essere resi antagonisti.

Qui le linee guida del Master Plan MXP_2030-linee guida

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