L’insopportabile intervista a Nino Caianiello Reviewed by Sinistra Italiana Gallarate on . (di Cinzia Colombo) L’intervista a La Provincia di Nino Caianiello è insopportabile. Intanto non è sopportabile che si vada a chiedere un giudizio sugli operati (di Cinzia Colombo) L’intervista a La Provincia di Nino Caianiello è insopportabile. Intanto non è sopportabile che si vada a chiedere un giudizio sugli operati Rating: 0
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L’insopportabile intervista a Nino Caianiello

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L’intervista a La Provincia di Nino Caianiello è insopportabile. Intanto non è sopportabile che si vada a chiedere un giudizio sugli operati dei sindaci a chi è stato condannato in secondo grado (e per la seconda volta) per concussione continuata per 250mila euro pagati (così sentenzia la Corte di Appello di Milano) per la costruzione dell’Esselunga in via Pegoraro nella ex Maino. Insopportabile che chi ha tale condanna esprima consigli sulla tutela degli investimenti pubblici.

E’ come intervistare Rivolta, che pare abbia deciso di patteggiare per la nota brutta faccenda che parla di corruzione e abusi edilizi, su cosa dovrebbe fare il futuro sindaco di Lonate Pozzolo. O come intervistare Orietta Liccati sul tipo di divano da comprare.

Insopportabile è che il giornalista si limiti a fare delle domande, registrando e pubblicando le risposte, senza una verifica di quel che viene detto, passando ai lettori tutto per vero, senza neppure un dubbio, una domanda che chieda di precisare meglio. E’ il caso del PGT di Gallarate che secondo Caianiello favorirebbe l’apertura di centri commerciali. Serve ricordare che già il PGT di Mucci vietava l’apertura di nuova grande distribuzione e che l’amministrazione passata ha significativamente ridotto le possibilità di aperture di medie distribuzioni nelle aree di trasformazione – più che dimezzandole – e difeso il suolo non edificato lungo la SS336, nonostante le critiche della corrente di Forza Italia di Caianiello (e Rivolta e Liccati) che accusavano di volere bloccare lo sviluppo della città. Insopportabile che possa parlare di via Roma, senza che venga ricordato che Casa Calcaterra venne demolita nell’agosto 2010 con l’amministrazione del centrodestra.

Insopportabile che Caianiello possa passare per quello che ha fatto funzionare AMSC, sfruttando la memoria breve di alcuni, citando il fatturato che l’azienda faceva, senza un accenno alle perdite che c’erano, tante da portare l’azienda verso il fallimento. Senza un accenno che da quella azienda in perdita Caianiello prendeva non uno ma due stipendi dopo essersi autoassunto come direttore generale.

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