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il 5 novembre #StopTTIP #StopCETA anche a Gallarate

mostra stopttipIl prossimo 5 novembre, diremo #StopTTIP e #StopCETA in numerose città europee ed italiane .
Per una politica economica e commerciale diversa.
Anche a Gallarate il Comitato Stop TTIP, di cui Sinistra Italiana fa parte, si mobiliterà con una mostra, un aperitivo e musica dal vivo per fare conoscere i trattati, che i governi europei stanno portando avanti alle spalle di Parlamenti e cittadini.

#StopCETAday: ecco il video

Cosa è il TTIP?

Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un trattato che vuole liberalizzare i rapporti commerciali e finanziari fra Stati Uniti ed Europa. Negoziato in segreto tra Commissione UE e governo USA, limiterà fortemente la libertà di scelta degli Stati e dei loro governi, introducendo organismi tecnici e clausole a tutto vantaggio delle multinazionali.

L’Investor to State Dispute Settlement (ISDS), ovvero l’organo di risoluzione delle controversie fra Stato e investitore, permetterà alle corporation di citare in giudizio un governo qualora approvasse leggi che ledono i loro profitti attuali e futuri. Solo le multinazionali potranno citare gli Stati, mentre gli Stati e le imprese nazionali non potranno farlo. Le vertenze saranno giudicate da tribunali speciali composti da collegi di 3 membri scelti fra un gruppo di poche centinaia di avvocati d’affari. Fra di essi è scelto anche il giudice: un avvocato potrà quindi ora difendere una multinazionale ora essere giudice in un’altra vertenza che la coinvolge. I tribunali lavoreranno a porte chiuse e non sarà possibile ricorrere in appello.

L’ISDS è una clausola tipica dei trattati sugli investimenti e ci sono già degli esempi di quali effetti può portare. La Lone Pine Resources per esempio ha chiesto 250 milioni di dollari al Canada a causa della moratoria introdotta in Quebec sul francking. Il gruppo Al-Kharafi ha fatto causa alla Libia per avere annullato la costruzione di un complesso turistico ottenendo un risarcimento di 935 milioni di dollari a fronte di un investimento di soli 5 milioni. La compagnia svedese Vattenfall ha fatto causa alla Germania per la decisione di uscire dal nucleare dopo Fukushima.

Il TTIP riguarderà la liberalizzazione dei servizi, soprattutto dei servizi essenziali di cui i cittadini non possono fare a meno e che quindi potranno produrre grandi profitti. Sanità, istruzione, acqua, energia, alimentazione, agricoltura, pensioni e assicurazioni, proprietà intellettuali sono dunque i temi del trattato TTIP.

La lobby delle industrie farmaceutiche ha chiesto di inserire l’eliminazione del controllo sui prezzi dei farmaci e il prolungamento dei brevetti per impedire la produzione di farmaci generici.

Con il TTIP sottoscritto, sarà impossibile mantenere in mano pubblica il servizio idrico, che dovrà essere messo sul mercato. E se il Parlamento Italiano applicasse finalmente l’esito dei referendum del 2011, l’Italia potrebbe essere citata davanti ai tribunali dell’ISDS.

In ambito agro-alimentare, gli accordi mirano a eliminare dazi e quote per le importazioni, con danni soprattutto alle filiere locali che non potranno competere con i costi dei produttori statunitensi che devono rispettare norme sociali, ambientali e sanitarie molto meno restrittive.

Verranno armonizzate le regole per la circolazione delle merci, adeguando la più avanzata normativa europea su etichettatura, OGM, uso di ormoni per stimolare la crescita degli animali, uso del cloro per “sbiancare” i polli, certificazione biologica, residui di pesticidi nel cibo a quanto in vigore negli USA. Anche il principio di precauzione vigente in Europa (per cui bisogna dimostrare che una sostanza è innocua prima di metterla in commercio) verrà sacrificato al principio statunitense che permette di commercializzare le sostanze finché non ne viene a posteriori dimostrata la nocività.

Potenziando le proprietà intellettuali, le multinazionali delle sementi e della chimica impediranno definitivamente agli agricoltori di scambiare e autoprodurre le sementi, con gravi danni economici agli operatori locali e perdita di biodiversità. Il rafforzamento delle proprietà intellettuali colpirà naturalmente anche il web, i software liberi e Open Source.

Scrivi ai parlamentari europei e chiedere di non firmare il TTIP

il sito della campagna STOP TTIP ITALIA

documenti (in inglese) provenienti dal tavolo negoziale resi pubblici da Greenpeace Olanda 

da Sbilanciamoci “Così il TTIP minaccia l’agricoltura europea”

articolo di Alex Zanotelli

per contatti comitato STOP TTIP Gallarate e Gallaratese stopttipgallarate@gmail.com

 

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