Ecco con chi hanno deciso l’ospedale unico: 2 condannati per truffa alla Regione e per concussione Reviewed by Sinistra Italiana Gallarate on . Si erano trovati insieme a settembre 2016 per annunciare che l’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate al posto dei due esistenti, che verranno chiusi, si sarebb Si erano trovati insieme a settembre 2016 per annunciare che l’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate al posto dei due esistenti, che verranno chiusi, si sarebb Rating: 0
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Ecco con chi hanno deciso l’ospedale unico: 2 condannati per truffa alla Regione e per concussione

con chi hanno decisoSi erano trovati insieme a settembre 2016 per annunciare che l’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate al posto dei due esistenti, che verranno chiusi, si sarebbe fatto.

Poi a fine gennaio é arrivata la condanna in primo grado da parte della Settima sezione del Tribunale penale di Milano dell’attuale presidente della Commissione cultura, Luca Daniel Ferrazzi (eletto nella Lista Maroni, prima appartenente di An), a 2 anni e 4 mesi per truffa nei confronti di Regione Lombardia. A Ferrazzi sono state contestate due consulenze, una delle quali sottoscritta da un’ex consigliera comunale di Ferno, che aveva dichiarato di aver ricevuto un’esplicita richiesta di sottoscrivere un contratto di collaborazione con la Regione per mille euro al mese, denaro che avrebbe poi restituito al consigliere regionale.

Il 31 marzo Gioacchino Caianiello è stato condannato per la seconda volta dai giudici della Corte d’Appello di Milano a 3 anni di reclusione per concussione. La condanna riguarda una tangente da 250 mila euro che un costruttore edile gallaratese avrebbe versato per ottenere in tempi rapidi il permesso di costruire un supermercato nell’area ex-Maino di Gallarate, dove ora sorge l’Esselunga.

Ecco con chi hanno deciso che serve costruire l’ospedale unico. Persone che mettono il bene comune davanti ai propri interessi. Parola di Tribunale penale e Corte d’appello di Milano.

E ben vero che per entrambi gli imputati, l’iter giudiziario non è ancora concluso e che la sentenza non sarà definitiva fino alla Cassazione, ma almeno in ambito pubblico, dovrebbe valere un principio di cautela. E chi ha una sentenza di condanna non dovrebbe essere coinvolto in riunioni e decisioni dove grandi sono gli interessi economici in ballo (tanto più Caianiello che non ha neppure un ruolo istituzionale).

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