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Ampliamento di Malpensa e tracciato ferroviario: serve consumare ancora brughiera?

Come evidenziato dagli studi di Jimmy Pasin (sono sue le slide sotto, le trovate tutte qui sul suo profilo FB), ancora prima di valutare gli impatti ambientali e sulla nostra salute degli interventi previsti dal master plan e dai progetti di collegamento ferroviario Malpensa/Gallarate, serve valutare se non si può fare altrimenti.

heathrowIl “nuovo” master plan si prefigge di raggiungere 32 milioni di passeggeri e poco più di 1 milione di tonnellate di merci trasportate al 2030. Per farlo, SEA ritiene essenziale occupare 90 ettari di brughiera. Dalla sovrapposizione delle ampiezze di altri aeroporti europei con l’attuale estensione di Malpensa si vede che gli altri riescono a gestire un numero di passeggeri e di merci ben superiori francofortecon meno suolo cementificato. In particolare l’aeroporto di Heathrow occupando una superficie più piccola, gestisce 75 milioni di passeggeri e 1,5 milioni di tonnellate di merci.

Prima di sprecare altro suolo non edificato, non dovrebbe SEA organizzare meglio le proprie mpx-nuovo-master-planprocedure? Se altrove è possibile, perché non si può a Malpensa?

Rispetto al tracciato ferroviario: gli studi della stessa SEA (gruppo CLAS) ammettono che la quantità di passeggeri provenienti dalla Svizzera continuerà a essere minimale. E’ utile allora spendere fra 190 e 220 milioni di euro per trasportare 500 passeggeri al giorno (prendendo per buone le ottimistiche previsioni di SEA)?

saturazione-ferrovieBisogna poi sottolineare che già oggi la linea Rho-Gallarate ha un livello di saturazione dello 0,95 con 210 treni al giorno (di cui 25 merci). Aggiungendo i treni merci che arriveranno con la costruzione dell’Alptransit (fino a 90 treni al giorno), la saturazione della linea sarà superiore a 1, cioè la linea sarà insufficiente per il passaggio dei treni previsti. E quelli dalla Svizzera, per cui si distrugge la brughiera di Casorate, da dove passeranno? Voleranno?

Prima di consumare ancora il nostro territorio, SEA dovrebbe dunque almeno dimostrare che non riesce a raggiungere i propri obiettivi senza buttare altro cemento in brughiera. Una dimostrazione che SEA non  si è presa la briga di verificare: più facile allargarsi che migliorarsi.

Quindi ci sarà da capire se i 32 milioni di passeggeri e 1 milione di tonnellate di merci sono compatibili con la presenza delle nostre città e delle nostre vite. L’inquinamento dell’aria e del rumore è destinato ad aumentare, con un effetto moltiplicativo degli altri inquinamenti. La volontà di fare una semplice VIA (uno studio degli impatti sulle opere singole) e non una VAS (che invece studierebbe complessivamente le opere previste nell’area di Malpensa)  impedisce di fatto di avere un quadro veritiero.

veicoli-merci veicoli-passeggeri2SEA ci dirà di come grazie alle nuove tecnologie l’inquinamento prodotto dagli aerei sarà sempre meno (che è vero singolarmente, ma aumentandone il numero, non sentiremo benefici). Ma l’inquinamento non riguarda solo gli aerei. Con l’incremento previsto, il numero dei veicoli per il trasporto merci (semirimorchi, autocarri, furgoni) passerà da 544 a 1254. Al giorno. Non diverso per i passeggeri, i cui veicoli passeranno da 49.335 a 73.883. Sempre al giorno.

E come le ferrovie, anche le strade già oggi  trafficatissime, non ce la faranno a reggere il nuovo traffico.

A8 e Sempione superano il livello massimo di saturazione. O faranno una sopraelevata. Oppure si starà in coda. Fermi. Con i gas di scarico ad allegrare la nostra salute.

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