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Aggregazione del ramo rifiuti Gallarate-Legnano-Magenta

rifiuti-sacco-violadi Cinzia Colombo – assessora ecologia e partecipazione comune di Gallarate

Comprendere il processo aggregativo della gestione dei rifiuti fra Gallarate, Legnano e Magenta (e vari comuni limitrofi) è compito impegnativo. Ancora più difficile è spiegarlo in termini semplici. Ci provo, perché è bene che anche il cittadino “qualunque” si interessi a questi temi e si costruisca un proprio pensiero motivato, qualunque esso sia. Proverò a spiegare anche perché io sono favorevole all’aggregazione.

Prima i fatti.

Con il consiglio comunale del 25 gennaio, si è approvata la cessione del ramo d’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti di AMSC ad ALA (Aemme Linea Ambiente).

ALA s.r.l. è una società a totale capitale pubblico, partecipata per l’80% da AMGA (di proprietà del comune di Legnano per il 62,29% e da comuni limitrofi per la restante quota) e per il 20% da ASM (di proprietà del comune di Magenta per il 61,9% e da comuni limitrofi per la restante quota).

La cessione del ramo d’azienda non ha un corrispettivo economico (quindi non è una vendita), ma rende AMSC socia di ALA con una quota del 10% (e proporzionale riduzione delle quote di AMGA e AMS). La definizione della quota è frutto dell’analisi dei valori contabili di AMSC relativamente al solo ramo rifiuti e di ALA al 30 settembre 2015.

Ad AMSC, e quindi al Comune di Gallarate che ne è il proprietario per oltre il 99%, spetterà nominare un consigliere delegato nel Consiglio d’Amministrazione di ALA. Il Comune di Gallarate parteciperà invece direttamente al gruppo di controllo analogo, vale a dire al luogo dove tutte le 18 amministrazioni servite da ALA si incontrano per definire le strategie, le scelte, le politiche della società.

E’ tanto o poco il 10%? E’ quanto vale il conferimento del ramo d’azienda in rapporto a quanto vale ALA. Che la situazione economica di AMSC non sia florida, nonostante i buchi chiusi, è noto. Ugualmente i mezzi passati non sono propriamente di ultimissima generazione (diversamente ALA riesce a investire 1/3 degli utili nel rimodernamento dei mezzi, mentre il restante 2/3 viene utilizzato per permettere ai comuni soci di abbassare le tariffe della TARI l’anno successivo). Il riconoscimento di 1 consigliere delegato su 5 nel CdA è pari invece al 20%, cioè pari al numero degli abitanti di Gallarate rispetto al totale degli abitanti serviti da ALA (circa 258.000). Ad ogni modo è intendimento (come scritto anche nella delibera del consiglio comunale) superare lo schema della holding e portare in capo direttamente ai comuni la proprietà della società (ALA sarà quindi direttamente partecipata dai comuni sulla base del numero dei propri abitanti e non più come ora attraverso le partecipate dei comuni AMSC, AMGA, ASM).

Con la cessione della gestione dei rifiuti, i lavoratori del settore di AMSC passano alle dipendenze di ALA, mantenendo ovviamente le medesime garanzie contrattuali. I lavoratori quindi saranno dipendenti di una società più grande, con una situazione economica più solida. I sindacati presenti in azienda (CGIL, CISL, UIL, Cobas) hanno valutato positivamente il passaggio. I Cobas che inizialmente avevano avviato una vertenza, avuto le delucidazioni richieste, hanno recentemente informato AMSC di averla chiusa, non ritenendola più necessaria.

L’aggregazione manterrà la vicinanza al territorio, non solo attraverso il gruppo di controllo analogo: una delle sedi operative sarà a Gallarate (le altre a Legnano, Magenta e Busto Garolfo).

L’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti avviene attraverso il cosiddetto “affidamento in house”. Ciò è possibile perché ALA s.r.l. è a totale capitale pubblico. In alternativa si poteva scegliere di mettere a gara il servizio oppure formare una società mista pubblico/privato. Si è scelto di mantenere in mano completamente pubblica la gestione del servizio. La normativa sull’affidamento in house, impedisce ad ALA di vendere anche solo in parte proprie quote al privato e di partecipare a partenariati pubblici/privati.

Questo è il motivo più importante per cui sono favorevole all’aggregazione. Anziché rincorrere le privatizzazioni dei servizi, Gallarate, con Legnano e Magenta, sceglie di rafforzare il pubblico, contribuendo a dare più forza a un polo di proprietà pubblica, in grado di competere col privato. Non è una questione ideologica (anzi io ritengo ideologico chi osanna le privatizzazioni, visto che non ci sono effetti migliorativi ma spesso peggiorativi). Scegliere la gestione pubblica dei rifiuti, quindi una gestione che non è orientata a fare profitto, è una scelta che fa bene all’ambiente. Solo chi non ha l’obiettivo di guadagnare quanto più possibile, sceglie di incentivare la raccolta differenziata e nuove modalità ecologiche di trattamento dei rifiuti. ALA intende diffondere la tariffazione puntuale (si paga per quanto rifiuto non differenziato –il sacco viola- si produce), pratica che è capace di aumentare la percentuale di differenziazione oltre l’80%. ALA ha ottenuto la certificazione AIA per realizzare (cosa che deve fare entro 1 anno) un centro di trattamento per la FORSU, i rifiuti organici, con recupero di biogas. ALA intende verificare la possibilità di realizzare la fabbrica dei materiali.

L’aggregazione di Gallarate in ALA è dunque anche la messa in pratica delle scelte sullo spegnimento dell’inceneritore ACCAM (secondo motivo per cui sono favorevole). Solo il pubblico, che mira al bene comune e non al profitto, è capace di scegliere di cambiare strada rispetto all’incenerimento e avviare pratiche innovative per recuperare i rifiuti e trasformarli in materie prime secondarie. Degli effetti positivi sulla salute e sull’ambiente di queste scelte se ne è ampliamente parlato.

Non è un caso che l’aggregazione mette insieme diversi comuni soci di ACCAM e molti di quelli che lì si sono spesi per spegnere l’inceneritore.

Poi ci sono anche le motivazioni economiche, quelle di cui si è più parlato. E’ evidente che aggregare fa risparmiare. I costi fissi vengono maggiormente spalmati e con la quantità si strappano prezzi migliori (una banalità: assicurare 211 mezzi – quelli che ha ALA post aggregazione- costerà meno proporzionalmente che assicurare i mezzi della sola AMSC). Il risparmio andrà in bolletta, ed è un bel risultato. Il più immediato, ma io ritengo comunque non il più importante.

E’ la nuova modalità di gestione dei rifiuti, con riflessi positivi importanti per l’ambiente, a essere più significativa. Una gestione pubblica che riusciamo a fare anche grazie al referendum sull’acqua vinto (che riguardava anche i servizi a rilevanza economica). Una gestione più ampia che mira anche a rendere più efficiente e meglio organizzato il lavoro quotidiano che non sempre è svolto bene (anche se ora chi è contrario all’aggregazione parla di una eccellenza, le segnalazioni dei cittadini sono lì a dimostrare un’oggettiva difficoltà di AMSC ad intervenire ogni giorno adeguatamente).

Una scelta in controtendenza. Una scelta di buon senso. Una scelta che mette in primo piano il bene comune. Io dico, una scelta di sinistra.

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