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ACCAM: i sindaci chiudono l’inceneritore. Ma il lavoro più importante inizia ora.

accam 1Sostituire l’incenerimento dei rifiuti con il loro recupero. Questa la scelta che alla fine i soci di ACCAM hanno preso lo scorso 2 marzo. Uno straordinario risultato. Non per SEL, no per i comitati e le associazioni, non per chi ha lavorato per costruirlo questo risultato.  Ma per l’ambiente, per la salute, per il buon amministrare i soldi pubblici, per la partecipazione che è andata crescendo.

Il 52% dei comuni soci ha scelto l’ipotesi B2, ha cioè scelto di NON fare il revamping (cioè l’ammodernamento del forno al costo di oltre 30 milioni di euro) ma di sostituire gli inceneritori con la fabbrica dei materiali e il trattamento della FORSU (ovvero quanto mettiamo nell’umido).

Gallarate, come già definito anche in consiglio comunale, ha votato a favore di questa scelta. Con lei comuni che da tempo si battono per questo cambiamento come Vanzaghello, Canegrate, Rescaldina, Magnago, Cardano al Campo, Fagnano Olona. A favore anche il comune di Legnano, che dopo tanti tentennamenti ha infine preferito l’innovazione tecnologica e il rispetto per l’ambiente e della salute al proseguimento dell’inceneritore. Pro revamping invece si sono espressi Somma Lombardo, Lonate, Ferno, Golasecca, Vizzola Ticino. Busto Arsizio notoriamente favorevole al revamping, si è astenuto portando in assemblea una lettera che (al momento almeno) chiede di riavere l’area entro il 2025, chiarendo l’indisponibilità che lì si possa creare la fabbrica dei materiali.

Nonostante ciò, ulteriore tentativo di bloccare ancora i lavori e posticipare nuovamente ogni decisione, i comuni sono andati avanti, scegliendo di scegliere.

I tempi e le modalità per passare dal bruciare i rifiuti al recuperarli il più possibile dovranno essere definiti, si dovrà costituire un gruppo tecnico affiancato da rappresentanti delle amministrazioni che individuino dove realizzare le opere e i tempi per farlo. Ma la direzione è chiara: niente revamping dell’inceneritore e niente chiusura di ACCAM (come qualcuno pro revamping ha tentato di imporre). Con benefici per l’ambiente (sia per l’eliminazione dei fumi emessi sia e soprattutto perché plastica, carta, alluminio potranno tornare ad essere materie prime secondarie da riutilizzare nella produzione) e per la salute dei cittadini. Con benefici economici, perché questa scelta permette di spendere meno rispetto al revamping e di investire su una tecnologia nuova anziché sull’obsoleto incenerimento. Con maggiori garanzie anche per i lavoratori sia di ACCAM sia di Europower. Con questa scelta infatti non si chiude ACCAM, ma la si trasforma con investimenti che ne potranno garantire l’esistenza anche in futuro. Viceversa insistere sull’inceneritore, visti i dati che mostrano un sovrannumero di forni rispetto alle quantità di rifiuti bruciabili, avrebbe certamente condannato ACCAM alla chiusura nei prossimi anni.

ACCAM dovrà dunque proseguire nella sua mission di trattamento dei rifiuti, ma senza più bruciarli. Dovrà prenderne atto anche il Presidente di ACCAM che, fra i maggiori sostenitori del revamping, non si dà per vinto. Dopo il voto ha subito voluto ribadire la sua contrarietà alla fabbrica dei materiali e nuovamente ha rilanciato nel tempo il mantenimento dell’incenerimento, ben oltre le esigenze tecniche di realizzazione della fabbrica dei materiali. Ovvio, nessuno può obbligare Roberto Antonelli a credere nel futuro e nell’innovazione. I comuni soci possono e devono però pretendere che le loro scelte siano non semplicemente rispettate ma portate avanti con convinzione e non ostacolate a ogni piè sospinto.

Cos’è la fabbrica dei materiali? guarda qui: https://cinziacolombo.wordpress.com/2014/10/08/2760/

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