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100 giorni senza assessore

24 agoE fra litigi e sospetti, accuse e attacchi al presidente del Consiglio comunale, siamo arrivati a 100. Cento giorni da quando il 16 maggio scorso l’assessora all’urbanistica Orietta Liccati si è dimessa dalla giunta gallaratese, dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta per corruzione che ha coinvolto anche il suo compagno Danilo Rivolta, ormai ex sindaco di Lonate Pozzolo.

Una vicenda su cui la Magistratura sta ancora indagando, ma da cui sono emerse notizie e affermazioni degli stessi indagati che indicherebbero favori, tangenti e abusi edilizi.

Dopo 100 giorni il sindaco Cassani, che tanto si vanta della sua celerità nel prendere decisioni, ancora non ha trovato il sostituto. Con l’arresto del sindaco di Lonate Pozzolo e l’obbligo di firma per l’ex assessora gallaratese, il patto tra Lega e Forza Italia, che lasciava al sindaco libertà di propaganda per costruirsi la propria carriera personale e agli esponenti di Agorà mani libere sulla variante al PGT, sembra essere saltato. Ora la corrente forzista di Agorà è sotto la lente di ingrandimento. Ad essa appartengono la Liccati e l’ex sindaco di Lonate Pozzolo, ma pure il commissario cittadino forzista, fedele di Nino Caianiello, che nei mesi scorsi ha visto riconfermare per la seconda volta dalla Corte di Appello la condanna per concussione continuata per la costruzione di un supermercato nell’area ex Maino.

E mentre Forza Italia continua a pretendere che il PGT sia lasciato nelle sue mani, con la scusa di impedire la nascita di centri commerciali (loro che ritenevano il giro di vite messo dall’amministrazione Guenzani all’apertura di spazi di media distribuzione nelle aree di trasformazione e la difesa del suolo non edificato lungo la SS336, un ostacolo allo sviluppo cittadino), Cassani e la Lega non riescono ad imporre un nome sganciato dai soliti interessi.

Non basterà il fumo delle dichiarazioni del sindaco, tutte incentrate sui profughi e su fatti esterni alla città, senza peraltro riuscire a risolvere una delle problematiche cittadine cavalcate in campagna elettorale (tanto che l’assessore Rech vede un uomo fare pipi in via Venegoni e da amministratore gallaratese lo fotografa e lo segnala alla stampa, come un cittadino che nulla può fare, se non indignarsi) a impedire ai gallaratesi di vedere quanto sta succedendo.

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